Sistemazione dell’Area Archeologica di Piazza Mercato di Sabato a Cappella, Monte di Procida, Napoli

Monte di Procida

Stazione Appaltante: Comune di Monte di Procida, Napoli

Sito oggetto dell’intervento: Area Archeologica di Piazza Mercato di Sabato a Cappella

La piazza Mercato di Sabato a Cappella è l’antica piazza del piccolo nucleo storico di Cappella, oggi ripartito tra i comuni di Monte di Procida e Bacoli. La via Cappella ricalca il tracciato dell’originario asse viario che collegava l’abitato di Misenum con Cuma: la sua mezzeria segna il confine tra la zona appartenente al Comune di Monte di Procida e quella che fa parte del Comune di Bacoli.

Recentemente la piazza ha acquisito un nuovo, diverso e assai più rilevante valore, grazie a lavori di scavo che hanno messo in luce una buona parte della necropoli della flotta imperiale romana, con singolari strutture sepolcrali: gli antichi “colombai” a nicchie sovrapposte, decorati con stucchi e affreschi di pregevole fattura ancora in ottimo stato di conservazione. Sicché l’accresciuta valenza culturale connessa al sito archeologico e l’interesse a vasto raggio che i ritrovamenti comportano, pongono la piazza a livello di centroide di un ambito molto allargato, un luogo centrale per eccellenza e non più soltanto ridotto al respiro della comunità locale.

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Le foto dei lavori su Flickr

Ne è sorta l’esigenza di trovare le forme e i modi di un intervento che miri alla sistemazione della piazza in modo da salvaguardare l’importante patrimonio archeologico ritrovato e, al tempo stesso, per far sì che essa non rimanga un sito archeologico, riservato solo agli “addetti ai lavori”, divenendo invece un luogo di attrazione e di fruizione per tutti, conservando contemporaneamente la sua funzione di spazio di aggregazione per gli abitanti locali.

Le operazioni d’intervento previste tendono a imprimere un “segno” che inviti alla visita dei luoghi, coniugando assieme antico e nuovo, ovvero contemperando l’esigenza di rendere visibili e fruibili le antiche strutture e, come si diceva prima, quella di far in modo che la piazza continui ad esercitare la sua funzione, essenziale per la vita urbana. Sembra inutile dire che si tratta di operazioni di tutela attiva delle risorse.

Il progetto, che ovviamente tiene conto della situazione urbana e civile in atto e, in primo luogo, dell’istanza di valorizzare al massimo il patrimonio archeologico dell’area messa in luce, prevede la realizzazione di una struttura praticamente indipendente dalle antiche murature e “trasparente”, capace di far fruire visivamente e fisicamente i reperti archeologici e di metterne in evidenza le parti più interessanti.

  • La suddetta struttura ha una copertura a quota superiore a quella della strada, in modo da consentire sia l’aerazione che la manutenzione dei reperti, ed ha una configurazione di tipo curvilineo, “originata” da un unico centro situato pressappoco nel baricentro dell’area della piazza.
  • La copertura è realizzata a gradoni, retti da tralicciate tridimensionali in acciaio che, partendo dal muro di contenimento prospiciente Via Cappella, si dirigono verso il baricentro della stessa, scavalcando completamente i manufatti archeologici.

La facciata sulla strada, articolata su gruppi di appoggi in acciaio ha un andamento curvilineo oltre che trasparente.

Monte di Procida

Essa sarà realizzata ad una distanza tale da consentire la realizzazione di un percorso, davanti ai mausolei, allo stato attuale non visitabili, accessibile dalla strada attraverso una scala-rampa che raggiunge la quota degli ingressi ai manufatti archeologici visitabili, una volta che ne venga completato lo scavo e lo svuotamento dal terreno (che vi si è depositato nel tempo) e ne venga effettuato il restauro.

  • La facciata è in gran parte vetrata: il percorso è anch’esso coperto con lastre trasparenti in modo da rendere visibili le strutture anche dall’alto.
  • Dal calpestio della piazza, emergono due cubi realizzati in materiale leggero “acciaio corten” adeguatamente forato (per evitare la formazione di fenomeni dannosi di microclima sulle strutture archeologiche) e riquadri trasparenti, che sovrastano le aree dei monumenti archeologici denominati Ma04 e Ma02 (recinti funerari) privi di copertura, che non sono raggiungibili dall’interno della zona archeologica. Tali cubi, che hanno la funzione di rendere visivamente fruibili dall’esterno i reperti archeologici sottostanti, preservandoli chiaramente da sicuri processi di degrado, si configurano quali veri e propri attrattori dell’intera area.
  • Per assicurare la migliore illuminazione naturale e la migliore fruizione visiva possibili dell’area archeologica sono previste, inoltre, strisce trasparenti realizzate in cristallo, situate alla base dei gradoni della copertura che ne sottolineano le tralicciate portanti.
  • L’accesso alla piazza avviene mediante rampe disposte in vari punti situati sui suoi lati liberi, che ne permettono il superamento della differenza di quota con la superficie stradale di adduzione automobilistica agli edifici circostanti: una delle rampe di accesso è collocata sul bordo sud-orientale della struttura di copertura dell’area archeologica, in modo da funzionare da “snodo” tra antico e nuovo.
  • La parte posteriore della piazza è racchiusa da un bordo di verde che ne segue l’andamento circolare, piantumato con giovani querce, che tra l’altro funzionano da limite tra la parte pedonale e quella percorribile da veicoli. I nuovi alberi piantati decoreranno e ombreggeranno la piazza in uno ai due pini attualmente esistenti.
  • Il baricentro della piazza è esaltato da una aiuola, di forma ellittica, circondata da una bassa bordatura che funziona anche da sedile.
  • Altre sedute sono previste sia intorno ai due cubi trasparenti, che sui gradoni della copertura.
  • La pavimentazione della parte della copertura radiale dell’area è prevista in pietra lavica grigia con ricorsi in “pietra bianca”, quella della parte ellettica, in pietra naturale, sempre grigia, con ricorsi anch’essi in pietra bianca.
  • La facciata, nella parte vetrata, su Via Cappella, sarà protetta da dissuasori al fine di permettere la visione dall’esterno, pedonalmente, e di scoraggiare la sosta autoveicolare.

Tratto dalla relazione di progetto redatto dall’ Ing. Cosimo Francesco Nicola Catapano, Prof.ssa arch Giacinta Jalongo, archeologa dott.ssa Francesca Praianò

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Categoria: Costruzioni ed Edilizia, Impiantistica Tecnologica, Restauri

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